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lunedì 11 settembre 2017

Camera Chiara - I nuovi Corsi di Fotografia 2017/2018

Il 2 ottobre 2017 riprende l'attività didattica presso la Scuola di Fotografia Camera Chiara.

Sono previsti Corsi Base, Avanzati [progettualità], di Post Produzione Digitale
e di Sviluppo e Stampa da pellicola Bianco e Nero

Per tutte le info visitare il sito o scrivere una mail a:
o telefonare al +39 347 3516086


Londra | 2008 | Ilford HP5 35mm | © Francesco De Napoli

domenica 24 giugno 2012

László Moholy-Nagy nel 1929

"Questo entusiasmo per la fotografia nel dibattito culturale contemporaneo e tutte le discussioni sui suoi compiti non provocheranno una crisi? [...]. Stiamo per entrare [...] in una fase di stagnazione."
László Moholy-Nagy - 1929.

Da "Lo stile documentario in fotografia. Da August Sander a Walker Evans 1920-1945"
di Olivier Lugon. Electa 2008, collana fiori blu.



László Moholy-Nagy, Mein Name ist Hase, 1925-1927
Copyright The Moholy-Nagy Foundation

Potete visionare 49 lavori di László Moholy-Nagy che spaziano tra la fotografia e il design (tutti cliccabili e ad alta risoluzione) sul sito Artsy.

La Tate Modern ha in programma dal 2 maggio al 14 ottobre 2018 la mostra Shape of Light: 100 years of photography and abstract art che esplora il rapporto tra fotografia ed arte astratta dal 1910 ai giorni nostri e che include lavori di László Moholy-Nagy, Man Ray, Alfred Stieglitz, Barbara Kasten e Thomas Ruff.

domenica 21 agosto 2011

Creatività collettiva

Mi piacerebbe raccogliere le vostre impressioni sull’utilizzo massiccio dei telefonini (soprattutto l'iPhone, ma naturalmente, e non sono oramai pochi, anche quelli con OS Android ed altri), non per fotografare, ma per scattare immagini ed elaborarle con applicazioni “dedicate” come Instagram o Hipstamatic. Queste applicazioni “donano” un aspetto Lo-Fi, o meglio ancora (è più figo), vintage, il cui presupposto di fondo è dare alle foto scattate l’aspetto di fotografie come si ottenevano da vecchie macchinette a pellicola - generalmente molto economiche e di plastica, esattamente come le loro ottiche. Infatti recita uno dei claim di Hipstamatic: “Digital photography never looked so analog”, lo dichiara apertamente, così come si può leggere da quello di Instagram: “Scegli uno dei tanti magnifici filtri o un effetto sfocatura tilt-shift per dare nuova vita alle tue foto. Trasforma i momenti di tutti i giorni in opere d'arte da condividere con gli amici e la famiglia” - notare l’uso di “nuova vita” e “opera d’arte”.
A stretto contatto con questo aspetto da un paio d’anni sono quindi tornati alla ribalta i progenitori di queste immagini: Holga, Lomo e così via, come la pur più nobile Polaroid.
Comun denominatore: bassa definizione, vignettatura ai bordi immagine, colori generalmente falsati, risultati “antichizzati”.
Si mescola il tutto ed eccoci tornati (o arrivati?) ad un neo-pittorialismo di centenaria memoria!
Risultato: praticamente impossibile riconoscere la mano dell’autore.
Inconscio collettivo junghiano? Creatività collettiva?
Non mi dilungo per lasciare spazio alle vostre opinioni.
p.s. allego un’opera d’arte scattata con il mio cellulare Android e “Retro Camera”, app scaricata oggi per vedere se anch'io fossi in grado di creare un’opera d’arte fotografandomi le gambe!